• Poltergeist

Quando usate l'apostrofo a caso, un antico poeta risorge dalla tomba

E poi si uccide di nuovo, sfracellandosi con efferata violenza sulla sua lapide di freddo marmo



Perche'

insistete con questa storia di mettere l'apostrofo dove non si può?

L'uso dell'apostrofo segue delle regole, non la vostra fantasia. Eppure, lo mettete al posto dell'accento, lo mettete sui verbi, sui nomi propri... Davvero non capisco.

E' una questione di pigrizia?

Il vostro correttore automatico non vi segnala gli errori?

Il t9 non vi offre fulminei suggerimenti per stare sulla retta via della lingua italiana?

O la volete proprio trasformare, da veri ribelli, a colpi di asterischi, apostrofi e neologismi puccettosi?


E non venitemi a dire "ma sulla tastiera non c'è" o "e' una tradizione imposta dalla tecnologia perche' alcuni programmi"... Dai, su, non siamo ai tempi delle macchine per la stampa dei quotidiani del XIX secolo: avete moltissime alternative, ma non le volete usare.

Ammettetelo.


Qualche esempio:


• Dalla tastiera del vostro computer, se usate Mac prendete l'abitudine di digitare "È" premendo contemporaneamente Alt+shift+e oppure, se usate un PC, selezionate "e" con il tasto destro e premete contemporaneamente il tasto shift + F3.


• Se state usando Word per scrivere un testo potete anche usare la funzione "inserisci simbolo" o "carattere speciale".


• Con altri dispositivi – come smartphone o tablet, prima della "È" mettete un punto e fate fare al correttore automatico il lavoro sporco.


Non ci sono giustificazioni per l'apostrofo dopo la "e" minuscola nei casi di perché, è, né... Quando la grammatica chiede l'accento, dateglielo!




Come scrive magistralmente Daniele Imperi nel suo blog, ricordatevi sempre che:

"Dove c’è un apostrofo, una sillaba è venuta a mancare, sepolta dalla pronuncia, inglobata fra due parole. Ma non dimenticata. Essa è ancora là, con un apostrofo infisso come una lapide a imperitura memoria".