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Gli esoterici poteri di "Piuttosto che"

Anche se non siete scrittori o giornalisti, se volete ottenere il massimo del disgusto dai vostri lettori vi basterà continuare a usare male la formula magica Piuttosto che...



È giunta l'ora di affrontare il più gigantesco, purulento e mefitico orrore della lingua italiana: "piuttosto che" con significato disgiuntivo.


Come ci indica il Dizionario Treccani:


"Piuttosto che" si usa correttamente davanti a proposizioni avversative e comparative e significa "anziché", indica cioè una preferenza accordata a un elemento rispetto a un altro:
Piuttosto che dire sciocchezze, rimani in silenzio.
Preferisco andare in bicicletta piuttosto che usare l’automobile.

"Piuttosto che" si impiega in una proposizione che esprime un fatto o una situazione in contrasto con quanto detto nella proposizione principale (avversativa) o in una proposizione che introduce una comparazione con la proposizione reggente (comparativa).


"Piuttosto" che è sinonimo di "anziché" o di "invece di".


Due esempi per chiarire:


Uso corretto


Volevamo andare al cinema.

Abbiamo scoperto che il cinema sarà chiuso. A teatro però danno uno spettacolo che ci piacerebbe vedere:


"[Poiché il cinema è chiuso] Stasera possiamo andare a teatro piuttosto che al cinema"
Ovvero: possiamo andare a teatro e non al cinema.

Uso sbagliato:


Se invece volete proporre una serie di attività alternative per la serata – il teatro, il bowling, il bar – NON potete dire "piuttosto che". Quindi NON potete scrivere:


"Sta sera possiamo andare a teatro, piuttosto che al bowling o al bar".
Piuttosto che NON significa "o / oppure".

Ancora peggio:


"Piuttosto che" non significa nemmeno "oltre che"

Se nel vostro ultimo album avete usato una montagna di strumenti,

NON potete dire:


Durante le fasi di composizione ho usato sintetizzatori, piuttosto che strumenti acustici, giocattoli e VST.

NO.


Se non siete davvero sicuri del corretto impiego, non usate "piuttosto che".

Restate semplici. Sarete chiari.