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Il genio della SEO e i ragni intelligenti

Dopo la vostra esperienza con Wix la S.E.O. per voi non ha più misteri?

In un tempo neanche troppo lontano, acronimi come S.E.O. facevano parte delle conoscenze privilegiate di pochi; fortunatamente, la tecnologia corre veloce e grazie ai numerosi servizi che offrono la possibilità di creare siti web in modo semplice e intuitivo, l’acronimo S.E.O. è entrato a far parte del linguaggio di molti. Le piattaforme più celebri per la creazione dei siti web – come Wix, ma non come il caro Wordpress, che richiede un plug-in - offrono apposite sezioni dedicate alla S.E.O. e automazioni per l’indicizzazione.


Purtroppo queste azioni benevole hanno trasformato la percezione della S.E.O. facendola apparire agli occhi dei più come un affare da poco:


l’utente medio pensa che sia solo necessario scrivere un url sensato, dare un titolo alla pagina web, scrivere due righe per la sua descrizione e voilà, il gioco è fatto, abbiamo ottimizzato il nostro sito!

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È bello vivere come Hide the Pain Harold (nella gif qui sopra), immersi in un mondo di colorata tuttologia, ma qualche volta è meglio rendersi conto di come stanno davvero le cose e lasciare spazio ai professionisti.

Le azioni per la S.E.O. sono moltissime e si esprimono in tanti settori e luoghi del nostro sito, nelle maniere più disparate.

Accettate il fatto: sapete poco o nulla di S.E.O. ed è giusto che sia così.

1) Cos’è la S.E.O.?

L’acronimo sta per Search Engine Optimization, ovvero ottimizzazione per il motori di ricerca, e intende tutte quelle azioni che aiutano i motori di ricerca – ovviamente – a capire i contenuti del vostro sito e a mostrarli come possibili risposte alle domande dei navigatori del web. Esempio:


Pierino ha un sito dedicato alla vendita di custodie fatte a mano per i sintetizzatori; Mariolina vuole acquistare una custodia per il suo MS20 senza dover vendere un rene per pagarla (…auguri!) e così interroga Google chiedendo dove poter comprare il suo (economico) oggetto dei desideri. Se il sito di Pierino è ben ottimizzato, allora comparirà nella S.E.R.P. – ovvero nella pagina di risultati di Mariolina.



Ma come avviene questa magia?

2) Spider robot

Motori di ricerca come Google hanno particolari strumenti – come gli spider – che analizzano tutte le pagine web esistenti on-line (tutte le pagine web esistenti!): capiscono i contenuti e attribuiscono un punteggio capace di posizionare le pagine nella SERP. Le azioni per la SEO non fanno altro che rendere un sito facilmente analizzabile da questi strumenti.

I ragni e robot della rete si danno quindi un gran da fare e dosano i loro sforzi a seconda della frequenza di aggiornamento di un sito: se non toccate il vostro sito da un anno, se avete pagine che vanno nel classico 404 e altri malfunzionamenti, sappiate che i ragni potrebbero decidere di evitarvi, perché secondo loro potreste offrire cattive esperienze d’uso agli utenti. I ragni non vi faranno più visita. I ragni sono cattivi.

E voi sarete fuori dai giochi.


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3) Cosa considerano gli Spider

TUTTO. Dal codice al testo scritto, dai video alle immagini. Quando qualcuno effettua una ricerca, l’algoritmo abbina la domanda dell’utente alle informazioni pertinenti collezionate in un indice, per cercare – e fornire – una risposta soddisfacente alla domanda.

4) Mistero misterioso

Il Signor Google non ha mai spiattellato – e mai lo farà – specifiche sul proprio algoritmo o su propri processi. Anche se concede magnanimamente qualche dritta sui fattori di ranking, non sappiamo con esattezza quali fattori influenzano l’indicizzazione e le classifiche dei risultati di ricerca. Sappiamo “solo” che dobbiamo rendere agevole il lavoro degli spider e quindi conosciamo di conseguenza le infinite cose di cui dobbiamo prenderci cura.


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5) La cura

On-page. Occupatevi delle informazioni offerte nei contenuti scritti, della loro posizione, seguite le regole del web writing, cercate, selezionate e disponete bene le parole chiave, senza abusarne. Siate chiari, per voi, per gli utenti e per i ragni.


Off-page. I ragni sanno se siete dei pallonari: convinceteli che la vostra attività è reale, collegate il vostro sito ai social, scambiate link con altri siti, fate mettere feedback nei post del blog, invitate la gente a visitare le pagine. I ragni sono intelligentissimi. Sappiatelo. Se dite che la vostra band ha mega successo e invece suonate solo a ferragosto al Bagno Diamante di Cesenatico, i ragni lo sapranno subito.


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6) Cosa piace ai ragni

I ragni sono precisini e amano fare bella figura con quanti interrogano la sfera magica di Google. Non proporranno mai agli utenti siti che non capiscono o siti che guardano con sospetto. A loro piacciono molto i siti facilmente usabili perché vogliono arruffianarsi gli utenti dando loro esperienze eccellenti – cosa vuol dire? Ve ne parlerò prossimamente.

Vi ho presentato queste azioni in maniera sbrigativa, senza scendere nel dettaglio: ogni termine che ho evidenziato presuppone un ventaglio di conoscenze e pratiche da mettere in campo.


In conclusione: ricordate sempre di ottimizzare i vostri testi per il web!

Credete ancora di essere il genio della SEO o preferite l'aiuto di un esperto?