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Fuori ora, fuori ovunque

Fuori ora è un classico caso di locuzione derivata da un'errata traduzione dell’originale inglese, o forse cela qualche altro mistero? E da dove arriva, davvero, l’uso di fuori ovunque?

C’era una volta una Comunicazione Elegante che dedicava i suoi annunci alla promozione della musica: «Ascolta “Perlana”, il nuovo singolo dei Calzini Pazzi, disponibile da oggi nei negozi di dischi e nelle principali piattaforme per la musica on-line». Poi arrivarono le Traduzioni Errate armate di mannaia, e fu la fine: «I Calzini Pazzi hanno rilasciato Perlana! Fuori Ora! Fuori Ovunque!».


Ma come è successo?


Fuori Ora

Sveliamo l’arcano partendo dalla sorgente; come riporta il Dizionario Collins della lingua inglese, out può essere impiegato come aggettivo per intendere la pubblicazione di qualcosa:


If something such as a book or CD is out, it is available for people to buy. Out is also an adverb: The French edition came out in early 1992.

Ci sono parole di alcuni codici linguistici che non appaiono in altri, altre che non hanno una corrispondente traduzione o che non si possono tradurre in maniera soddisfacente, altre ancora che risultano comuni, ma con un diverso significato; siamo sicuri che, nel contesto della comunicazione per la musica, sia corretto utilizzare fuori come traduzione di out?



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A proposito della parola fuori, il vocabolario Treccani ci fa notare che il termine ha un’infinità di sensi che dipendono da verbi, preposizioni e contesti. Può significare, ad esempio:


nella parte esterna [dentro o fuori] • uscire da un luogo [fuori di casa] • consegnare qualcosa [fuori i quattrini] • verso l’esterno [spingere fuori] • rendere noto, pubblicare [venne fuori una notizia] • far uccidere una persona [fare fuori] • omettere [lasciare fuori] • separare [tagliare fuori] … [Leggi tutte le definizioni].

Possiamo quindi dire che una notizia è venuta fuori ieri.

Ovvero: è stata pubblicata o diffusa ieri.


È dunque corretto dire che un disco è fuori ora [ossia, che è pubblicato in questo istante?], o forse esiste – da sempre – un’altra parola, più appropriata ed esatta?

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Andiamo a vedere cosa dice Treccani quando descrive i significati di uscire: eccolo lì, al nono posto «Essere messo in vendita, venire pubblicato».

[Leggi la definizione qui].


Ma se le affermazioni “l’articolo è venuto fuori ora” e “l’articolo è uscito ora” sono parimenti corrette, perché la contrazione “fuori ora” usata nel contesto discografico desta indignazione?


Perché quella contrazione è una sorta di calco semantico!

Possiamo dire "Il mio disco è uscito oggi" oppure "Il mio disco è fuori da oggi". Così funziona; per quanto sia stilisticamente discutibile, potrebbe anche andare "il mio disco è uscito ora", ma "il mio disco è fuori ora"...no!

È un calco!


Definizione di calco semantico: "si ha un calco semantico quando una parola, che ha in comune con la sua analoga straniera uno o più significati, assume per imitazione una nuova accezione". [Treccani].


(Attenzione! Non è corretto dire che abbiamo uscito un disco…! Vale la pena ricordarlo).


Sappiate che nemmeno piattaforme per la traduzione come Reverso o Google Traduttore traducono "new album out now" con "nuovo album fuori ora...".











Non possiamo continuare a preferire “disponibile da oggi?” Abbiamo proprio bisogno di calchi, storpiature e stampini?

Fuori ovunque

Mentre l’hashtag #fuoriora guadagna spazio tra le pieghe di Instagram (usato in 13.549 post) e domina i titoli della SERP di Google per le prime 4 pagine offerte in seguito alla ricerca “disco fuori ora”, un’altra nefandezza linguistica attanaglia la Comunicazione:

fuori ovunque. Attenzione, perché stiamo entrando nel regno dei plastismi, delle parole di plastica [leggi qui il post dedicato ai plastismi nella comunicazione musicale].


Fuori Ovunque non significa nulla ed è diventato un vero e proprio tormentone della comunicazione musicale; non significa nulla perché l'iperbolico ovunque è un avverbio indefinito che intende ogni luogo.

Se avete pagato un servizio di distribuzione per la vostra musica non siete ovunque.

Lo sapete, vero?


Non credete che i vostri fan sarebbero più contenti di sapere dove possono acquistare la vostra musica? Su Bandcamp? Apple Music? Spotify? Tidal? Deezer? Claro? Amazon? SoundCloud? YouTube? Google Play?


L’elenco è troppo lungo? Non sapete dove va a finire la vostra musica?

Allora usate formule più eleganti come:


  • Perlana è disponibile da oggi nelle principali piattaforme per l’acquisto della musica

  • Da oggi potrete acquistare Perlana nei principali store on-line

  • Ascoltate Perlana: da oggi nelle maggiori piattaforme per la musica in streaming


Fidatevi, perché Fuori Ovunque non vuol dire nulla nemmeno in lingua inglese, ed è per questo che i colleghi anglofoni lo usano assai di rado. Un po’ di dati:

#fuoriovunque è stato impiegato solo 592 volte dagli utenti di Instagram, contro le 5.932 di #outeverywhere (una bazzecola, se paragonato ai 2.293.746 di #outnow!).

Nella sua pagina Instagram, Warner Music International ha usato la locuzione out everywhere una sola volta nelle ultime 10 settimane;

nello stesso arco di tempo, Warner Music Italy ha usato ben 15 volte fuori ovunque nei suoi post.

Sony Music non l’ha mai usato;

Sony Music Italy ha impiegato fuori ovunque ben 17 volte nei suoi post nelle ultime 10 settimane.

Universal Music Group non ha mai usato out everywhere nella sua comunicazione Instagram nelle ultime 10 settimane. [Dati raccolti il 2 aprile 2022].

Cosa vogliono dire questi conteggi alla buona? È molto semplice:


Out Now fa parte della lingua inglese ed è usato di norma dalla comunicazione musicale di lingua anglosassone, che viene poi scimmiottata dagli italiani. Fuori Ovunque invece è una squisita pratica delle major italiane, un inquinamento linguistico che va oltre l’itanglese e i forestierismi…

Nell'immenso "Andy Warhol era un coatto. Vivere e capire il trash" Tommaso Labranca definisce il trash come un'emulazione fallita, la copia malfatta di un modello che si intende imitare, il tentativo di superare attraverso la copia il modello copiato, senza tuttavia riuscirci; e che cosa sono allora, quel Fuori Ora e Fuori Ovunque? Non sono forse l'espressione trash del mercato musicale italiano?




Aggiungo sul piatto un’opinione personale: avete presente quegli enormi negozi che solitamente stanno ai bordi delle strade statali e che espongono sulle loro vetrine giganteschi cartelli in cui occhieggiano le scritte Fuori tutto? Quel Fuori Tutto ha un significato: significa che il negozio svuota il magazzino, vende tutto il vendibile. Perché ha fallito. Fuori ora, fuori ovunque, ha quello stesso sapore.



Mi rivolgo a voi, musicisti che avete fatto dell’indipendenza e dell’autoproduzione una bandiera, dell’integrità morale e dell’originalità stilistica il vostro verbo: seriamente intendete usare per la vostra promozione le parole di plastica inventate negli uffici dei social media manager delle major italiane per imitare malamente l'estero?

È questo, il vostro modello di ispirazione?


Ci vediamo in giro, bro!